Torino 1946: il Torino Calcio

Con il nome di Grande Torino si indica la società calcistica italiana del Torino Football Club nel periodo storico compreso negli anni quaranta del XX secolo, pluricampione d’Italia i cui giocatori erano la colonna portante della Nazionale italiana, nonchè una delle formazioni più forti del mondo, e che ebbe tragico epilogo il 4 maggio 1949, in quella sciagura aerea nota come Tragedia di Superga nella quale l’intera squadra perse la vita.

Con questo nome, benché si identifichi comunemente la squadra che perì nella sciagura, si usa definire l’intero ciclo sportivo, durato otto anni, che ha portato alla conquista di cinque scudetti consecutivi, eguagliando così il primato precedentemente stabilito dalla Juventus del Quinquennio d’oro, e di una Coppa Italia.

1945: Dopo la Guerra, torna anche il calcio

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La formazione dei granata 1945-46
Dopo la fine della Seconda guerra mondiale l’Italia si ritrovò in macerie e spezzata in due. Gli accaniti combattimenti lungo la Linea Gotica dell’inverno 1945 avevano gravemente compromesso, se non distrutto, le linee di comunicazione sull’Appennino, rendendo assai difficoltosi gli spostamenti fra la Pianura Padana e la penisola.
In queste condizioni, la Federazione decise di far ripartire il campionato di calcio con una formula una tantum. Per la prima volta dal 1929, il torneo non fu disputato a girone unico.
Nel Nord del paese fu organizzato un Campionato dell’Alta Italia che si poneva in continuità con quello prebellico di Serie A, essendovi ammesse tutte le società che avrebbero avuto titolo a partecipare alla massima serie della soppressa stagione 1943-1944. Nel Meridione la situazione era ancora più complessa, non essendoci ivi sufficienti società aventi titolo alla massima serie. La soluzione fu trovata organizzando un Torneo Misto fra le squadre di Serie A e quelle di Serie B.
Solo alla conclusione dei due raggruppamenti le prime quattro classificate di ogni campionato si sarebbero qualificate al girone finale che avrebbe determinato la vincitrice dello scudetto, con una formula che ricordava non poco quella dei campionati precedenti il 1926, con l’unica differenza che in quegli antichi tornei si qualificavano alla finalissima nazionale solo due squadre. Per questo complesso meccanismo il campionato 1945-1946, pur comparendo regolarmente negli albi d’oro, non è assimilato a quelli di Serie A e non compare nelle relative statistiche.

Il campionato dei granata con lo scudetto sulle maglie. Ferruccio Novo ha dato alla squadra l’assetto definitivo con l’arrivo del portiere Valerio Bacigalupo dal Savona, del terzino Aldo Ballarin dalla Triestina dalla quale era già stato “pescato” Giuseppe Grezar, il rientro dall’Alessandria di Virgilio Maroso, del centromediano Mario Rigamonti dal Brescia, del laterale Eusebio Castigliano, vercellese come Pietro Ferraris, dallo Spezia.
Praticamente difesa rivoluzionata e attacco identico al passato, per questa squadra che Novo affida al torinese purosangue Luigi Ferrero, valida ala sinistra granata dell’immediato anteguerra, che come allenatore si era ben comportato a Bari.
Alla prima giornata c’è subito il derby e subito la prima sconfitta: decide Silvio Piola – passato ai bianconeri dopo la parentesi granata del 1944 – con un rigore. Nelle due giornate successive il Torino realizza undici gol senza subirne nessuno contro Genoa e Sampierdarenese, iniziando una travolgente marcia nel suo girone, che lo porterà a battere tutti i record. I granata battono la Juventus nel derby di ritorno, in calendario a gennaio ma recuperato a metà marzo, con una rete di Eusebio Castigliano. Il girone si chiude con tre punti di vantaggio sull’Inter, seguito da Juventus e Milan. Nel girone finale accedono anche, dal Sud, Napoli, Bari, Roma e Pro Livorno.

Il quarto d’ora granata

Il famoso quarto d’ora granata era un momento particolare della partita, dedicato al pubblico dello Stadio Filadelfia, dove il Torino giocava le partite casalinghe. Sugli spalti la gente aspettava quei quindici minuti e i giocatori si divertivano a farlo attendere. Quando la squadra avversaria non era temibile, i calciatori del Torino erano soliti giocare volutamente al di sotto delle loro potenzialità, finché partivano tre squilli di tromba dalla tribuna di legno dove era presente tale Oreste Bolmida, un tifoso particolare di professione ferroviere. Da quell’istante partiva il quarto d’ora granata: Valentino Mazzola si rimboccava le maniche, dando il segnale del cambiamento, e la squadra aumentava il ritmo.
Il tutto ebbe inizio nella primavera 1946, allorché si ebbero diverse partite sfociate in goleade realizzate in quindici minuti, la più incredibile lo 0-7 allo Stadio Nazionale contro la Roma il 28 aprile 1946. Una volta messo al sicuro il risultato, il Torino addormentava la partita, limitandosi al controllo della stessa, praticamente facendo il minimo necessario in un quarto d’ora.
A volte la tromba veniva suonata anche quando il Torino era in difficoltà, oppure quando era sotto, come successe il 30 maggio 1948 quando perdeva 0-3 in casa contro la Lazio e il risultato fu ribaltato per il definitivo 4-3.
L’inizio è travolgente: il Torino gioca a Roma, e realizza sei gol in mezz’ora, uno ogni cinque minuti; nel secondo segna un altro gol. Fra le altre partite finite in goleada c’è il 7-1 al Napoli e il 9-1 dell’ultima giornata con la Pro Livorno. La Juventus batte il Torino all’andata (ancora un rigore di Silvio Piola) e alla penultima giornata guida con due punti di vantaggio. Nel derby di ritorno il Torino, con un gol di Guglielmo Gabetto, aggancia i bianconeri in testa alla classifica.
All’ultima giornata, come già scritto, i granata rifilano al Filadelfia nove reti al Pro Livorno, mentre la Juve a Napoli non riesce ad andare oltre l’1-1. È scudetto per il Torino, il terzo della sua storia, il secondo trionfo dello squadrone di Ferruccio Novo.

Campionato 1946-1947

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La formazione dei granata 1946-47

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Le ferite della guerra si stanno rimarginando e il calcio torna al girone unico. II campionato, per la difficoltà immediata di mettere in fila le sedici migliori, si disputa con un gigantesco torneo a venti squadre, quindi 38 giornate che occupano l’attenzione dei tifosi da settembre al luglio successivo. II Torino non ha apportato modifiche sostanziali al suo telaio, ma ha rafforzato il parco giocatori. La Serie A 19461947 fu il massimo livello della quarantacinquesima edizione del campionato italiano di calcio, la quindicesima disputata con la formula del girone unico.

Il campionato iniziò il 22 settembre 1946; il favorito Torino impiegò alcune settimane ad ingranare, e pareggiò le prime tre partite casalinghe con Triestina, Sampdoria e Juventus. Peraltro fu proprio la situazione dei giuliani a sconvolgere l’equilibrio del torneo; per ragioni di sicurezza, gli Alleati che governavano Trieste vietarono per lungo tempo l’utilizzo dello stadio di Valmaura, e ciò costrinse la squadra a disputare la maggior parte del girone d’andata in trasferta o sul campo neutro di Udine[7].

Valentino Mazzola, stella del Torino, si laureò capocannoniere con 29 reti.

Dopo dieci giornate si ritrovarono appaiate al primo posto Juventus e Bologna, poi gli emiliani si bloccarono, persero tre gare di fila e videro i bianconeri allungare: il 2 febbraio 1947 furono “campioni d’inverno” davanti al Torino e al sorprendente Modena che, come il Livorno di qualche anno prima, era riuscito nell’impresa di ottenere ottimi risultati con giocatori provenienti dalle serie minori schierati dall’allenatore Mazzoni secondo la logica del vecchio Metodo[8]. Sul fondo, languiva la Triestina, mentre l’Alessandria del ritrovato Rava riscattava una partenza negativa ed inguaiava la più quotata Inter, i cui nuovi acquisti fallirono clamorosamente[5].

Fu proprio l’Alessandria a frenare la corsa della Juventus, il 23 febbraio; il Torino scattò in testa, vinse quattro gare consecutive, incluso il derby del 16 marzo, ed allungò, inseguita a distanza dal regolare Modena e dal Milan dell’astro nascente Carapellese[1]. Nel mese di maggio il Torino consolidò il primato e lo scudetto diventò matematico già a tre giornate dalla fine, con il pareggio di Bari; alla fine, i punti di vantaggio su Juventus e Modena, che occuparono le piazze d’onore furono rispettivamente 10 e 12. Fu la stagione in cui il Torino mostrò tutta la prepotenza di un attacco decisamente concreto, che sfondò il muro delle 100 reti realizzate grazie ad un gioco estremamente rapido, ideale per disorientare gli avversari[4]; il commissario tecnico dell’Italia Pozzo arrivò a schierare contemporaneamente tutti i dieci giocatori di movimento granata nell’amichevole dell’11 maggio 1947 contro l’Ungheria[4][9].

Se furono degni di nota i campionati di Vicenza e Bari, l’Inter riuscì ad emergere dalle ultime posizioni alla distanza, lasciando le altre squadre a lottare per una salvezza incerta fino all’ultimo secondo; la Fiorentina ebbe la meglio sul Brescia e sul Venezia, ormai distante dalle glorie di pochi anni prima. La caduta in B fu risparmiata alla derelitta Triestina, ripescata d’ufficio in luglio per motivi patriottici[7], «in considerazione del valore morale e simbolico che la squadra di Trieste ha per tutti gli sportivi italiani»[10]. Il ripescaggio della squadra giuliana portò dunque ad un ulteriore allargamento della Serie A, che fu formata da 21 squadre per il solo campionato 1947-1948.

 

Lo Stadio Filadelfia

Lo stadio venne creato dal conte Enrico Marone di Cinzano, a quei tempi presidente granata. Enrico Marone creò la Società Civile Campo Torino, con quote versate a fondo perduto, e con il solo obiettivo di acquistare l’area e costruirvi uno stadio con annesso campo di allenamento. Il 24 marzo 1926 viene fatta richiesta di concessione edilizia presso il comune e, dopo l’accettazione, i lavori vengono affidati all’ingegnere Miro Gamba, docente del Politecnico di Torino; i lavori di costruzione vennero seguiti dal commendator Riccardo Filippa. Il terreno su cui sorse era, in quel periodo, in periferia, e venne scelto per il basso costo dell’area.

Il conte Marone di Cinzano, la principessa Maria Adelaide e il Duca d’Aosta durante la cerimonia d’inaugurazione

I lavori occuparono 5 mesi di lavoro, e poco meno di due milioni e mezzo di lire. L’inaugurazione dell’impianto avvenne il 17 ottobre 1926 e, per l’occasione, si svolse una partita amichevole tra il Torino e la Fortitudo Roma, alla presenza del principe ereditario Umberto II, della principessa Maria Adelaide e di un pubblico di 15.000 spettatori. Il campo venne benedetto prima dell’incontro dall’arcivescovo di Torino, Monsignor Gamba. La partita finì con la vittoria del Torino per 4-0.

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Il 13 luglio 1943, nel mezzo della seconda guerra mondiale, venne bombardato anche il Filadelfia.Tra le parti danneggiate si trova il campo (utilizzato dagli alleati per giocare a baseball) oltre alle gradinate di via Giordano Bruno.

Nonostante la copertura della tribuna fosse intatta, le travi metalliche vengono asportate per rifornire probabilmente l’industria bellica, e sostituite con altre in legno.

Lo Stadio Filadelfia fu colpito durante il bombardamento diurno del 29 marzo 1944 effettuato da aerei dell’USAAF con la tecnica del tappeto di bombe (centinaia di bombe dirompenti di medio calibro). Il bombardamento fece crollare il primo piano dello stadio.

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Nell’ottobre 1945 l’Associazione calcio Torino chiede al Comune di poter utilizzare il campo di calcio dello stadio civico (in concessione alla squadra Juventus) in quanto lo Stadio Filadelfia risulta danneggiato. La concessione dello stadio viene accordata per il campionato 1945-1946 mentre gli allenamenti della squadra potranno tenersi al motovelodromo torinese in Corso Casale.

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Dopo la guerra i lavori di ristrutturazione vennero eseguiti dal nuovo presidente Ferruccio Novo.

Guido Vandone

Savona. E’ rimasto un atleta, soprattutto dentro. Guido Vandone oggi ha 85 anni ed una vitalità degna di quella di un ragazzo. Epigono di Valerio Bacigalupo, anch’egli portiere, è tra gli ultimi testimoni che salirono a Superga dopo il disastro aereo del 4 maggio 1949. Questa è la storia di un ragazzo che a tredici anni sogna un futuro in quel Leggendario Torino scomparso tragicamente sessantasei anni fa.  

Com’è cominciata la sua avventura nel calcio?

“E’ iniziata nel 1943 in piena Guerra Mondiale. Giocavo in Piazza d’Armi a Torino con altri ragazzi per divertimento. Ogni volta che giocavamo notavo dietro le porte un signore non molto alto di statura e piuttosto corpulento che ci osservava: si chiamava Calcagno ed era uno degli osservatori della società. Fu lui ad invitarmi a provare. Quando mi presentai c’era Sperone che era allenatore; mi misero in porta e cominciarono a tirare. Cominciò così la mia carriera caclistica. Ben presto ci fu però un’interruzione dovuta al grande bombardamento che subì Torino e nel quale andò quasi distrutta la nostra casa. Per qualche tempo ci trasferimmo con la mia famiglia a Cozzo Lomellina (in provincia di Pavia ma a due passi dal Piemonte n.d.r.). Lì feci il muratore e altri lavoretti per guadagnare qualche soldo. A Torino tornammo nel 1946, ricordo lo stadio Filadelfia distrutto dalle bombe io ripresi ad allenarmi grazie anche alla società che mi dava un piccolo rimborso e mi pagava i pasti. Entrai nelle giovanilie e nel 1947 vincemmo il campionato ragazzi. Quando il Toro morì gli assegnarono lo scudetto, peraltro già vinto, e si decise di giocare le ultime 4 gare con la formazione giovanile e così fecero anche gli avversari. Io ero il portiere di quella squadra. La prima partita la vincemmo contro il Genoa 4-0, il momento più toccante fu quando lessero la formazione; poi battemmo 2-0 la Fiorentina a Torino; quindi 4-0 contro il Palermo mentre l’ultima partita contro la Sampdoria fu molto difficile. Finì 3-2 per noi su rigore ed io beccai due reti”.

Sitografia:

https://it.wikipedia.org/wiki/Associazione_Calcio_Torino_1946-1947

https://it.wikipedia.org/wiki/Grande_Torino

https://it.wikipedia.org/wiki/Serie_A_1946-1947

http://www.ilgrandetorino.net/campionix.htm

http://isolafelice.forumcommunity.net/?t=53388198

http://www.infotoro.it/index.php?option=com_content&view=article&id=8634%3Astagione-19461947&catid=50%3Agirone-unico&Itemid=1

http://www.laziowiki.org/wiki/Domenica_23_febbraio_1947_%E2%80%93_Torino,_stadio_Filadelfia_-_Torino-Lazio_5-1

https://twitter.com/StadioFiladelfi

https://twitter.com/MuseoDelToro

https://it.wikipedia.org/wiki/Stadio_Filadelfia

http://www.museotorino.it/view/s/33d80965f3234bdead8d3ae9672dc5a0

http://www.wikiwand.com/en/Stadio_Filadelfia

http://www.rsvn.it/gli-angeli-di-superga-il-torino-che-vinse-il-mondo-ma-non-il-fato-i-parte.lits4c56812.htm

http://rottasutorino.blogspot.it/2014/07/quando-torino-cera-lo-stadium-lo-stadio.html

https://it.wikipedia.org/wiki/Velodromo_Umberto_I

https://it.wikipedia.org/wiki/Motovelodromo_Fausto_Coppi

http://torino.repubblica.it/cronaca/2015/07/25/foto/il_motovelodromo_non_diventera_un_supermercato-119790659/1/#1

http://www.mole24.it/2011/10/05/i-4-stadi-di-torino/

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