Le concerie del Brusacheur

Borgo San Donato era cresciuto modestamente lungo la strada del Martinetto che conduceva all’antico mulino, affiancata del canale Colleasca-ramo di Torino, con un’edilizia diradata, formata prevalentemente da cascinali, depositi di merci, scuderie per corrieri, laboratori artigianali.

Carta di Torino del 1935: il percorso del Canale di Torino nel Borgo San Donato

All’inizio dell’Ottocento erano visibili tre punti di maggiore consistenza edilizia: l’innesto oltre la porta, la metà del percorso dove era situato il complesso rurale denominato Bruciacuore e la zona più esterna, dove la presenza dell’antico mulino del Martinetto e di altre industrie affiancava la diramazione tra il canale di Torino e quello dei Molassi che si inoltrava poi nella zona Valdocco.

pianta borgo San Donato

A metà dell’Ottocento a Torino il modesto abitato di Borgo San Donato termina in corrispondenza dell’attuale via Saccarelli.

Poco dopo si trova un secondo nucleo abitativo e produttivo, delle cascine del Brusacheur  o del Bruciacuore,  in corrispondenza delle attuale via Vagnone e Pacinotti.

Cappella demolita Via Carena angolo Via Vagnone

La popolazione delle cascine del Bruciacuore era piuttosto eterogenea; le abitazioni sovraffollate ospitavano gran parte della popolazione misera e non qualificata del quartiere (facchini, lustrascarpe, lavoranti a giornata ecc.) con un continuo avvicendamento di persone e di nuclei familiari.

La difficile condizione di queste famiglie era nota, visto che, nel 1855, un privato lasciò un legato di 350 lire a favore dei poveri di questa cascina, per fornire loro assistenza sanitaria, uno “scaldatoio” (locale dotato di stufa dove si poteva sostare gratuitamente) e aiuti economici.

Nel 1852 tra il canale e la strada, risultava una discreta presenza di opifici – in numero di dodici – e di una certa importanza, fra cui spiccavano quattro concerie (Calcagno, Fiorio, Liataud, Martinolo) e due fabbriche di dolciumi (Caffarel, Talmone), oltre alla fabbrica di colla e vernici Demaria, al filatoio da seta della Città e all’antico mulino.

Le travail des peaux est orienté d’une part vers les peaux vernies, les harnais luxueusement décorés, la ganterie (20 ateliers exportent jusqu’en Suisse) et la chaussure. Turin a depuis très longtemps (4) des tanneries le long de la Doire. Cette industrie est souvent aux mains de gens d’origine savoyarde : les Martin, Liautaud, Arnaudon, Tavernier, etc., et l’industrie du cuir a profité des commandes de l’armée pendant la guerre de 1859-1860. En 1862 elle est d’ailleurs au torci de la erige, ce qui provoque une concentration au profit des établissements les plus importants et les plus mécanisés, sur les canaux hydrauliques des rives de la Doire et de la Ceronda, au nord de la ville.” P. Gabert – Turin Ville industrielle (1964)

Nel complesso delle cascine del Bruciacuore, attraversato dal canale di Torino derivato dalla Dora Riparia, sorgevano due concerie, la Martinolo, di più modeste dimensioni che forniva anche alloggio ai suoi lavoratori, e la Fiorio, attivata nel 1837.

Molte concerie, oltre che in Borgo Dora, erano concentrate a San Donato, non soltanto per la necessità dell’energia idraulica presente nei due borghi ma anche per il divieto, fin dal 1755, di collocare nel territorio cittadino queste industrie fortemente inquinanti.

La conceria Martinolo  si sarebbe insediata al Brusacheur  fin dal 1800 (secondo un progetto di macchinari per la concia datato 5 febbraio 1800), e si parla del progetto di costruzione di un magazzino e negozio nel 1884, nella allora Via Giacinto Carena al 24 (oggi Via Pacinotti).

carta intestata Cuoificio Martinolo

Cappella demolita Via Carena angolo Via Vagnone

La conceria Fiorio aveva sede in due edifici posti di fronte, tuttora esistenti, situati al n. 10 e ai nn. 11-13 di via Durandi.

L’edificio più antico è quello ai nn. 11-13, sorto per iniziativa di Domenico Fiorio nel 1837, su progetto dell’ingegner Bria, più volte rimaneggiato. Tra il 1882 e il 1909, i fratelli Filippo e Giovenale Fiorio, titolari dell’impresa che occupava circa 250 dipendenti, diedero al complesso industriale la struttura definitiva.    Anche il complesso industriale di via Durandi n. 10 apparteneva alla conceria Fiorio. Si tratta di un edificio di inizio Novecento, progettato dall’architetto Pietro Fenoglio in stile Liberty.

Concerie Florio  Conceria Fiorio

fiorio marchio

In Corso Francia 62 la Ditta L. Zanelli, conosciuta fino in Sardegna, vendeva moderni macchinari per la lavorazione delle pelli.

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La concia

La R. Conceria-Scuola Italiana nasce a Torino nel 1902, col concorso di privati, industriali e commercianti in cuoio ed affini, in seguito al voto, che il primo congresso di Conciatori e Negozianti di Pellami tenutosi a Torino nell’anno 1898 per iniziativa dell’Associazione Italiana dell’Industria e del Commercio del Cuoio, aveva emesso, applaudendo la proposta del Cav. Uff. Ettore Andreis.
Lo scopo era quello di trasformare la lavorazione delle pelli “da attività artigianale ad industria”.
In quel periodo l’industria del cuoio nella provincia di Torino era molto fiorente ( nel 1899 il Piemonte contava 173 concerie), e dall’ITIS G. Baldracco sono passati industriali (Fratelli Durio) e studiosi di chimica conciaria (Vittorio Casaburi, Giuseppe Maria Bravo, Giacinto Baldracco, Beatrice Avenati Bassi, Ettore Andreis et alii). All’inizio la Scuola aveva sede in Via Peyron 4 con un’area utile di meno di 1000 mq.

E’ solo verso l’inizio del XX secolo che la concia diventa industria.
Un nuovo sconvolgimento si affianca alla meccanizzazione ed è quello di produrre gli estratti tannici. Fino ad allora ogni paese, ogni regione aveva utilizzato il proprio materiale conciante naturale. Con l’introduzione degli estratti tannici si passa dalla concia lentissima (circa due anni) ad una concia lenta (circa 12 mesi) usando scorze più estratti, fino alla concia rapida, usando esclusivamente estratti (qualche settimana). Con questi nuovi due fatti c’è una ripercussione economica perché le pelli e le cortecce non rimangono immobilizzate per molto tempo. Anche l’uso dei prodotti sintetici nella concia ha una ripercussione economica sulle aziende. Così in alcune città in cui la concia era particolarmente fiorente, il numero delle imprese passò in poche decine di anni, da alcune centinaia a qualche decine, per arrivare in capo ad un secolo di evoluzione.
Dopo lo sconvolgimento delle due guerre mondiali, questo ciclo di trasformazione non può considerarsi compiuto. Assieme agli estratti tannici, la nascita della concia al cromo provocò una vera rivoluzione. Si trattava di una industria del tutto nuova, senza passato, né tradizioni, né routine, partita su una base assolutamente nuova, ma con legami con la grande industria chimica. I primi studi sul potere conciante dei sali di cromo datano 1850, ed i primi brevetti dal 1874 al 1884. Le prime applicazioni industriali risalgono agli inizi del secolo scorso. Il successo della concia al cromo fu ragguardevole perché in pochi anni diventò il sistema di concia predominante sulla concia al vegetale e su quello all’allume.
La concia ai sali di ferro, nonostante le ricerche risalgono 1870, fu meno fortunata ed ebbe un breve periodo di ampia diffusione durante la seconda guerra mondiale, per la penuria di sali di cromo. Invece la concia allo zirconio, il cui brevetto fu depositato nel 1933, è stata utilizzata per la concia di cuoi bianchi. Altri tipi di concia sono stati studiati, ma bisogna sottolineare che l’industria conciaria odierna è legata all’industria che fabbrica i prodotti conciari. E pertanto sono stati creati dei laboratori di ricerca in seno alla stessa industria chimica, la quale fornisce alle aziende oltre al prodotto anche il ciclo di lavorazione indicativo del prodotto chimico venduto.

 Conceria Boglione - pelli e botti Conceria-Boglione-lavori-di-rifinitura-1 Conceria-Boglione-pelli-su-cavalletti

Progettazione delle concerie

Sitografia:

http://www.bdtorino.eu/sito/articolo.php?id=16591

http://www.bdtorino.eu/sito/articolo.php?id=16582

http://www.museotorino.it/resources/pdf/books/86/files/assets/seo/page98.html

http://tutorialtorino.blogspot.it/2015/02/piazza-castello.html

http://cuoioepelle.altervista.org/page28/page28.html

http://www.museotorino.it/view/s/cbc698c20281413e911d899c87ba1419

http://www.vivoscuola.it/us/istruzione-cles/PROGETTO%20CUOIO/History.htm

http://www.hotelsapischedda.com/?q=it/node/24

http://www.lavanderie.it/articles.asp?id=14&page=3

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