MERCURIO due mostre (1997/2008) e biografia

COLLEZIONE DE FORNARIS
Galleria d’Arte Moderna di Torino



Noi sappiamo una nuova felicità”, 1997
Acrilici su manichino di bambina di otto anni ìngessato, montato su pattini a rotelle; h. cm.146, su pedana in legno 240 x 200 cm.
Inv. FD 534
Firmato, intitolato e datato sul verso della pedana: “Mercurio ’97 Noi sappiamo una nuova felicità”.
Provenienza: acquisto, Rivoli (Torino), 1997.
Esposizioni: 1997, Torino, Palazzina della Società Promotrice delle Belle Arti.


Dalla metà degli anni Ottanta si inserisce a Torino, nel nuovo circuito di promozione dell’arte costituito dall’associazionismo culturale, l’associazione VSV diretta dal critico Edoardo Di Mauro.
Dopo una prima fase dedicata alla individuazione di una nuova immagine pittorica, degli anni 1984-90, la VSV elabora nel decennio successivo la consapevolizzazione che la “… globalizzazione agevola il percorso e la lettura delle opere, la loro ‘internazionalizzazione’, ma questo accresce e rafforza il desiderio di riscoperta dell’archetipicità della propria origine” (E. Di Mauro, 1998, p. 151). In questa seconda fase del quadro concettuale individuato da Di Mauro si situa la pittura di Mercurio, siciliano di origini ma torinese di adozione. Egli, dopo aver seguito í corsi all’Accademia Albertina delle Belle Arti dí Torino e studi universitari in Filosofia e Storia dell’Arte, si dedica in un primo momento al cinema, sotto l’influenza dell’attenzione alla cinematografia giovanile che ha caratterizzato Torino negli anni Ottanta, mentre dal 1990 partecipa a personali e collettive allestite dalla VSV insieme a Bersezio, Marucci e Mastrangelo.
Si dedica alla pittura, intesa come una pratica personale di accostamento di immagini fra loro incongrue, in modo da creare un senso di disorientamento nell’osservatore. I collage e i successivi acrilici su tavole sagomate riportano infatti un repertorio eterogeneo: la tradizionale figura schematizzata del labirinto; il naturalistico intrico di foglie nel quale si disvela un frammento di corpo femminile, statua o donna, nell’atto enigmatico di fare o mostrare qualcosa, ribadito con un eloquente inserimento di citazioni tratte da testi filosofici, equivalenti alle figure dipinte. Sono in tal senso indicative opere quali Oracolo di Torino e Crisis, entrambe del 1993, mentre in Dulcis in fundo del 1994 scompare il labirinto e nello stesso anno, in Per te che ami i fiori e Afrodisiaco, si presenta una ulteriore riduzione iconica, con la sola presenza di figura e fogliame. Il 1994 sigla ulteriormente una svolta nella sua ricerca, ora puntata sul versante oggettuale e scultoreo. Opere quali Verme solitario del 1994 e L’ora dell’amore del 1995, realizzate in ferro, legno, acrilici e oggetti reali; assumono le sembianze, nell’estensione verticale che le caratterizza, di costruzioni totemiche, in un pluralismo formale e stilistico nel quale convivono la geometria del labirinto con l’intreccio naturalistico delle foglie; l’immagine bidimensionale e la tridimensionalità della scultura: La poliedricità del linguaggio di Mercurio, che tocca pittura, scultura, collage e arriva all’adozione di oggetti espressamente scelti, è pari alla sua capacità evocativa e immaginativa, attraverso la quale l’artista non crea un duplicato della realtà, ma ri-crea una realtà autonoma e nuova, ascrivibile ad una dimensione di straniamento dell’oggetto convenzionale. Per far ciò egli elabora una pratica espressiva basata sull’impiego di un materiale, garze gessate, con cui riveste gli oggetti e sul quale interviene con raschiature e puliture sino a ottenere una superficie in gesso liscia e impermeabile.
L’azione di rivestire assume dunque il valore di una ricreazione dell’oggetto che diviene supporto tridimensionale per la pittura, consegnata ormai ad una cifra stilistica reiterata e riconoscibile del fogliame intrecciato: Simili caratteristiche sono evidenti anche nell’installazione Noi sappiamo una nuova felicità del 1997 (FD 534), esposta per la prima volta nel maggio 1997.in occasione della rassegna Và Pensiero – Arte Italiana 1984-1996 presso la Palazzina della Società Promotrice delle Belle Arti di Torino. In essa si osserva un manichino di bimba dall’apparente età di otto anni rivestito con garze gessate e dipinto con lo schema consueto del fogliame, un fogliame che diviene in questo caso un modello decorativo da indossare, una moderna tuta per esercizi ginnici e gare sportive. Il manichino di bimba. infatti simula l’azione del pattinare, con pattini ormai fuori moda, su una tavola in legno dipinta con la figura del labirinto.
L’installazione elaborata sul principio compositivo fondamentale della compenetrazione della matrice astratta (lo schema labirintico) con la visione di flora e fauna (si veda.la farfalla minuscola, quasi una miniatura, raffigurata sul petto del manichino) diviene emblematica dell’intera ricerca; l’opera d’arte è per Mercurio la manifestazione di un integrarsi di forme; immagini, strutture diverse che ne fanno un organismo contraddittorio e tuttavia simbolicamente unitario, perché costruito con piena consapevolezza formale e vocazione narrativa. (Particolare) Noi sappiamo una nuova felicità - acrilici su manichino ingessato con pattini  su pedana in legno h146x200x200 - Acquisto Collezione De Fornaris.
Tali caratteri derivano in parte dagli studi filosofici e dalla conoscenza del pensiero nietzscheano preso a prestito per il titolo dell’opera, che è una citazione tratta dalla prefazione alla seconda edizione del testo La Gaia Scienza, un pensiero sentito attuale nello sforzo di costruire un’esistenza felice in cui ogni momento possieda tutto intero.il suo senso. I personaggi di Mercurio, a frammenti o a figura intera, spesso appartengono a diverse mitologie e cosmologie: il manichino sui pattini funge da moderno simulacro di una piccola Arianna, o ancor più precisamente di una danzatrice che balla il labirinto, inteso originariamente come danza “… alternatamente centrifuga e centripeta, che ricorda quella del chiasmo, forma dell’enigma (…). Che senso ha il ritmico avvicinarsi e allontanarsi dal centro dei danzatori? La danza del Labirinto ci insegna il senso di ogni danza… ” (A. Tagliaferri, “Labirinto”, in Alfabeta al 2627, Milano, 1981, p. 15). Questo universo mitico viene descritto dall’artista con tono leggero e ironico: prova ne è il ricorso a un manichino di bimba pattinatrice, per sdrammatizzare e riportare a una dimensione di gioco il labirinto, ora inteso anche come metafora del pensiero.

Ivana Mulatero

da: Fondazione De Fornaris  COSTRUIRE UNA COLLEZIONE – Arte Moderna a Torino III  – Nuove acquisizioni 1994 -1998 per la Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea catalogo a cura di Riccardo Passoni.

http://www.undo.net/it/mostra/10188

10/7/2002

Mercurio

Palazzo Bricherasio, Torino

Mercurio appartiene a quella generazione della post-Transavanguardia che avvalendosi di una grande capacita’ manuale, riscopre le possibilita’ analitiche e concettuali della pittura figurativa, in un’accezione ironica e demistificante.

comunicato stampa

Il 1° febbraio 2002, a Torino, è prematuramente mancato, a 47 anni non ancora compiuti, l’artista Mercurio. Questa preziosa mostra è prima di tutto, il sentito ricordo di un amico. Fortemente voluta dai molti che hanno amato il suo lavoro, è stata realizzata grazie al contributo del Forum delle Associazioni, della Fondazione Italiana per la Fotografia, di Arte2000.net, e della Fondazione Palazzo Bricherasio.

Siciliano da tempo trapiantato a Torino, Mercurio è apparso alla ribalta nei primi anni’90, dopo un tirocinio che lo vide occuparsi, tra l’altro, di cinema, con collaborazioni all’interno di produzioni della giovane scena italiana.

Mercurio appartiene a quella generazione della post-Transavanguardia che avvalendosi di una grande capacità manuale, riscopre le possibilità analitiche e concettuali della pittura figurativa, in un’accezione ironica e demistificante.

Le sue opere sono immediatamente riconoscibili per la costante iconografica di una fitta coltre di foglie dalla quale spuntano porzioni anatomiche e reperti visivi di varia natura, incorniciati da detti e citazioni di matrice filosofica, spesso in palese contrasto con l’iperdecoratività della composizione.

Gli ultimi anni della produzione artistica di Mercurio sono segnati da un interesse per la costruzione di oggetti che basandosi sulle più svariate contaminazioni, si manifestano come una sorta di raffinata tappezzeria artistica, in grado di infondere e donare intensità poetica e nuova linfa vitale al mondo esterno.

La poliedricità del suo linguaggio, che tocca pittura, scultura e design è stata pari alla sua capacità evocativa ed immaginativa attraverso le quali ha ri-creato una realtà totalmente autonoma e nuova.

La morte ha colto Mercurio in un momento felice della sua carriera, quando stava cogliendo anche in Italia, dove vantava un elevato numero di qualificate apparizioni, quei riconoscimenti già ottenuti all’estero, particolarmente in Germania, dove era spesso presente in fiere, musei e gallerie, da solo ed all’interno del gruppo laggiù definito del “Concettualismo Ironico Italiano”, insieme a Bonomi, Plumcake, Galbiati, Ghibaudo, Mazzoni, Riello.

NOTIZIE
MERCURIO è nato a Marsala nel 1956. Si trasferisce a Torino dove si diploma al Liceo Artistico e successivamente in Pittura all’Accademia di Belle Arti di Firenze e di Torino, proseguendo con studi universitari in Filosofia. Nei primi anni Ottanta opera nell’ambito della sperimentazione multimediale (video, films, performance). Nei primi anni Novanta inizia la sua attività espositiva con personali e collettive sia in gallerie private che in spazi pubblici istituzionali in Italia e all’estero.
Nel 1995 realizza a Torino, per protesta contro gli esperimenti nucleari a Mururoa, un gigantesco “fungo atomico” alto 18 metri.
Tra le varie manifestazioni artistiche si ricordano nel 1996 “Natura Naturans” al Museo del Mare di Trieste, nel 1997 “Và pensiero – Arte Italiana 1984-1996” alla Promotrice delle Belle Arti di Torino, nel 1998, la grande mostra di arte italiana in Germania, a cura di Hubertus V. Amelunxen, “Art Fiction – Junge Kunst aus Italien” alla Stadtgalerie di Kiel, dove inizia la collaborazione con il gallerista Angelo Falzone di Mannheim, che attualmente lo rappresenta.
Nel 1998 la Fondazione De Fornaris di Torino acquisisce una sua installazione “Noi sappiamo una nuova felicità” esposta nel 1999 alla Galleria d’Arte Moderna di Torino in occasione della mostra “Costruire una collezione” a cura di Riccardo Passoni, con testo in catalogo di Ivana Mulatero. Nell’edizione del 2000 partecipa ad Abitare il Tempo di Verona nell’ambito delle mostre di sperimentazione e ricerca “Elogio dei piaceri – i 5 sensi” a cura di Walter Vallini e Gabriele Solustri.
Sue opere sono presenti in numerose collezioni private, soprattutto in Germania, e in collezioni pubbliche come alla GAM di Torino – Fondazione De Fornaris, alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, al Museo d’Arte Contemporanea Italiana- Castello di Rivara (TO) e al Museo di Arte Urbana di Torino.

MOSTRE PERSONALI
1990
Galleria VSV Torino,
1991
Galleria VSV Torino,
1992
Campo d’osservazione, Gubbio (Pg).
Galleria Spazio Dinamico Torino.
1993
Galleria Crossing (con W. Bartolossi). Portogruaro (Ve).
1994
Galleria Campo delle Fragole. Bologna.
1995
Caffè Arti e Mestieri. Reggio Emilia.
1996
Galleria Carlo Maria Weber. Torino
1998
Galleria VSV Torino,
1999
Galerie Angelo Falzone. Mannheim – Germany.,
2001
Fusion Gallery, Torino

MOSTRE COLLETTIVE
1977
“L’occhio meccanico. L’artista e la fotografia” Unione Culturale F. Antonicelli, Torino
1983
Installazione e video performance. “Metrò” Torino
1984
Collettiva città di Marsala
1991
“Lo sguardo ritrovato “. Castello di Parz Grieskirchem (A)
“50 volte V.S.V.” Torino
“Sotto osservazione” a cura di Edoardo Di Mauro, Gubbio (PG)
1992
“Ancora V.S.V. ” Sala delle Colonne Torino
“Lo sguardo ritrovato” a cura di Boris Brollo, Castello di Parz , Grieskirchen, Austria
“Rebus sic stantibus”a cura di L. Di Matteo Galleria Spazio Dinamico, Torino e Galerie Osten e V. Berlino.
“Eclettismo” a cura di Edoardo Di Mauro, Sala delle Colonne, Torino
1993
“Eclettismo “. Galleria Tauro Arte Torino.
“Con beneficio d’inventario” a cura di Luigi Di Matteo, Galleria Spazio Dinamico, Torino
“Formato piccolo” Galleria V.S.V. Torino
“Attualissima” Arte Fiera di Firenze con la Galleria V.S.V.
“Arte in festa” Galleria Tauro Arte, Torino
1994
“Senza Titolo” a cura di Edoardo Di Mauro, Galleria il Campo delle Fragole, Bologna
“Arte Fiera” Bologna. Con la galleria Free Art
“Stile libero” a cura di Edoardo Di Mauro, Galleria 4,5×4,5 Parma
“Europa-America” a cura di P. Balmas, P. Molica Gallery, Roma, New York
“Attualissima” Arte Fiera di Firenze con la Galleria V.S.V.
“Bortolossi-David-Marucci-Mercurio-Petrossi” Galleria V.S.V. Torino
“Tutto Colore” Galleria Free Art, Torino
“Artisti a Pordenone” Galleria V.S.V. Fiera di Pordenone
“Giardino dell’arte” a cura di Edoardo Di Mauro, Parco Michelotti, ex zoo di Torino
“Esterni d’Artista” a cura di G. Bassani, Maccagno, Lago Maggiore (VA)
“Miart” Fiera di Milano con la Galleria V.S.V.
“Oltre il giardino” a cura di L. Perlo, ex zoo di Torino
“Equinozio d’autunno” Castello di Rivara (TO)
“In mostra” Galleria V.S.V. Torino
” Fiera di Montechiari” con la Galleria Rino Costa
“Cordata ’94” testo in cat. di Ivana Mulatero, Galleria V.S.V. Torino
1995
“Cromoritmi Galleria Free Art. Torino
“Angeli al caffè” a cura di A. Agazzini, Caffè Arti e Mestieri, Reggio Emilia
“Progetto Giovani”a cura di Maria Campitelli, Fiera di Pordenone
“Eden” di A. Galbiati, Galleria Care/of . Cusano Milanino (MI)
“Actung auf den zug” a cura di Maria Campitelli, Museo Ferroviario di Trieste
“Giardino dell’arte 2″a cura di Ivana Mulatero, Edoardo Di Mauro, Piazza d’Armi, Torino
“Hors D’oeuvre” a cura di Edoardo Di Mauro, Museo del paesaggio di Verbania
“Canto”installazione permanente, Museo d’Arte Urbana di Torino
“Oh che bel castello” a cura di P.G. Panelli, San Giorgio Monferrato (AL)
“Artissima” Lingotto Fiere, con la Galleria V.SV.
“Ars populi vox dei” a cura di L. Di Matteo, installazioni nelle case popolari di Torino
“Metafora di viaggio” a cura di P. Cotza, Torino
“Fungo Atomico”, installazione Palazzo nuovo. Torino
1996
“Impre-visto” a cura di Samuele Mazza, cat. Idea Books, Milano
“Nasiskin” Sala Silentium, Comune di Bologna
“Arte su Arte” Pinacoteca di Asti
“Museo d’Arte Italiana 1985-1996” Castello di Rivara (TO)
“Simbolica, pittura italiana di fine secolo” a cura di Edoardo Di Mauro,
Arte Fiera Pordenone
“Leda e il Cigno” testo in cat. Tiziana Conti, Galleria Weber, Torino
“Natura Naturans” a cura di Maria Campitelli, Arte Contemporanea nei Musei di Trieste
“Contenitorio” a cura di Samuele Mazza, Triennale di Milano
“Il Serpente” – “Il Tempo” Galleria Angela Signetti Torino
“Artissima” Lingotto Fiere, con la Galleria V.S.V
1997
“Versus III” a cura di Vezio Tomasinelli, testo in cat. Demetrio Paparoni, Ex Lanificio Bona Carignano (TO)
“Un secolo a metà” a cura di Edoardo Di Mauro, Fiera di Pordenone
“La congiunzione degli opposti” a cura di Maria Campitelli, Modarte, New Business Promotion, Milano
” Và pensiero – arte italiana 1984-1996″ a cura di Edoardo Di Mauro, Promotrice delle Belle Arti , GAM Torino
“3-Dime” a cura di Fabiola Naldi e Alfredo De Paz, Sesto Senso Bologna
“3-Dime” Sala dell’Annunziata, Imola
“La tradizione nel nuovo” Biblo Arte, Conegliano (TV)
1998
“Mercurio-Marucci-Cannavacciuolo” Galleria Oprandi, Boltiere Bergamo
“Simbolica:nel futuro della pittura” a cura di Edoardo Di Mauro, Docks Dora, Torino
“Antipasto” C-Voltaire , Salara Bologna
“Art Fiction-Junge Kunst aus Italien” a cura di Hubertus v. Amelunxen, Wolfgang Zeigerer Stadtgalerie Kiel, Germany
“Home Sweet Home” a cura di A. Signetti, testo in cat. Paolo Levi, Arti Assortite, Torino
“Terza Fase” V.S.V. Torino
1999
“Costruire una collezione” a cura di Riccardo Passoni, Fondazione De Fornaris, GAM, Torino
“Omaggio ad Anna Carretta” Galleria G. Mazzocchi, Parma
“Frankfurt Art” con la galerie Angerlo Falzone
“Venti anni del gruppo 78” a cura di Maria Campitrelli, Museo Rivoltella, Trieste
“Serie A” Casa Longeva, Conegliano (TV)
“Im Werken der folgenden Italienischen Kunstler” a cura di Falzone, Busser,Kropshofer, villa Eule Wiesbaden, Germany
“Finchè c’è morte c’è speranza” Trevi Flash Art Museum
2000
“Città: Terzo Millennio”Mercurio-Vallini-Giobbio, Biennale di Architettura di Venezia
“V.S.V. 2000″ Torino”Frankfurt Art” con la galerie Angelo Falzone
“Elogio dei piaceri” a cura di Walter Vallini, Gabriele Solustri, Abitare il Tempo Verona
“Cinque Sensi” exponline: www.arte2000.net
“Fusion cafè” Stanza d’artista, progetto di Walter Vallini, Torino
“Arte Padova” con la galleria Nuova Arte Segno di Udine
“Toy story – arte & giocattoli” a cura di Maurizio Sciaccaluga, Museo d’Arte Contemporanea Su Logu de S’Iscultura, Tortolì (NU)
“18×24” a cura di Franz Paludetto, galleria Federica Rosso ,Torino
2001
“Visioni del nuovo”, Fondazioe Amleto Bertoni, Antiche Scuderie (ex Caserma Mario Musso), Saluzzo(Cn), a cura di Edoardo Di Mauro
“Libri d’Artista “, Fiera del Libro, Torino, a cura di Franz Paludetto.
“Galleria Campidoglio”, Torino, installazione permanente per il MAU-Museo d’Arte Urbana.
“Art Frankfurt”, con la Angelo Falzone Galerie, Mannheim.
“Collettiva”, Casa del Conte Verde, Rivoli.
“La vertigine dell’eros”, Galleria Museo Nuova Era, Bari, a cura di Edoardo Di Mauro.
“Oggetti d’artista”, Fusion Gallery, Torino.
2002:
“Una Babele postmoderna : realtà ed allegoria nell’arte italiana degli anni’90”, Palazzo Pigorini e Galleria Civica San Ludovico, Parma, a cura di Edoardo Di Mauro.
“La collezione Carretta : una passione per l’arte contemporanea a Parma”, Palazzo Pigorini, Parma, a cura di Edoardo Di Mauro.
“Interni Italiani” Sociedade Nacional de Belas Artes, Lisbona, a cura di Edoardo Di Mauro, Paolo Olivari e Walter Vallini.
“Fuori schema: concetto, ironia, oggettualismo nell’arte italiana contemporanea”, Fusion Gallery, Torino.

Inaugurazione: mercoledì 10 luglio 2002, ore 19,30 esposizione fino al 21 luglio

Orari:
da martedì a domenica 16,00-20,00 lunedì chiuso
ingresso gratuito

Organizzazione:
Forum delle Associazioni, Arte2000.net, Fondazione Palazzo Bricherasio

Curatore:
Edoardo Di Mauro

Allestimento:
Walter Vallini

Ufficio Stampa:
Fondazione Italiana per la Fotografia
Daniela Trunfio – Emanuela Bernascone
Tel. 011.544132 – 546594
Cell. 339.6116688 –
E mail fond.foto.stampa@libero.it

e-mail: mercurio@arte2000.net

Con il contributo di:
Velan Associazione, MAU – Museo d’Arte Urbana Torino, DigitalTree

Si ringraziano:
Eredi Mercurio, Daniela Magnetti, Luisella d’Alessandro, Daniela Trunfio, Emanuela Bernascone, Angelo Falzone Galerie,

PALAZZO BRICHERASIO – SALE STORICHE
Torino

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